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Anche il passato è una terra straniera

agosto 3, 2017

Poesie

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– Poesie –

 

Vi arriva il poeta
e poi torna alla luce con i suoi canti
e li disperde
di questa poesia
mi resta
quel nulla
di inesauribile segreto.

G. Ungaretti, Porto sepolto

Nota di Marilena Lucente: “So del passato e dell’avvenire quello che un uomo può sapere”. Anche questo è un verso di Ungaretti, un passaggio rivoluzionario nella concezione del tempo. Non solo il futuro è pieno di incognite e incertezze, di angoli da svoltare e nessuna indicazione a fare da guida. Anche il passato è una terra straniera, un luogo in cui inoltrarsi con prudenza, con pagine strappate e passaggi illeggibili. Il tempo è ricchezza, dono, miracolo quotidiano. Ma prima di ogni altra cosa è mistero.
Quando Ungaretti scrive questa poesia, nel 1916, era stato appena scoperto ad Alessandria d’Egitto un antico porto romano. Un intero porto finito negli abissi del mare, coperto da altre costruzioni, dimenticato dagli uomini. Com’era stato possibile?
Dimenticato, completamente.
Accade cosi anche a noi? Si chiede il poeta.
C’è dentro di noi un porto sepolto? C’è una immensità di vita che può essere ignorata? Certo. Esiste, ma resiste a noi.
Il compito del poeta, tutti siamo chiamati a vivere poeticamente la vita, è quello di scendere giù, più in fondo, più dentro, e dopo tornare alla luce. Con i versi. I nostri versi, che mai possono rinunciare all’indicibile segreto da cui sono nati.
Questo mese è dedicato al tempo. E ai versi. Quelli che hanno la forza, talvolta, di reggere una vita intera.

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