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Sentirsi stranieri dentro

agosto 18, 2017

Poesie

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– Poesie –

 

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro
e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.

D. Walcott, Amore dopo amore

stranieriNota di Marilena Lucente: Succede, di dimenticarsi di se stessi. Di allontanarsi un po’, fare il giro largo, sentirsi stranieri dentro. Non riconoscersi più. Derek Walcott, caraibico, Nobel per la letteratura 1992, qui racconta la solitudine dell’uomo, la sua spinta a cercare, a cercare senza sosta. Sino a dimenticarsi di sè. Che festa, allora, trovarsi, sorprendersi, ricominciare ad amare ciò che un tempo siamo stati. Ciascuno darà il benvenuto all’altro. Vincere lo stordimento dell’inizio, come quando si ritorna dopo un lungo viaggio, mettere a fuoco i dettagli e infine riconoscersi. Invitarsi, offrire del vino, offrire del pane, avere voglia di stare insieme con ciò che siamo e ciò che siamo stati. “Rendi il cuore a se stesso”, scrive Walcott, riportalo a casa, ricco com’è di esperienza. Solo di qui, l’esistenza trae forza .
“Ma tu resisti, cuore. Almeno, intanto, vivi”. (finisce così Il nodo, un’altra sua breve, intensa poesia) .

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