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Dove sono le tue mani ed il tuo naso

giugno 6, 2017

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– Canzoni –

 

E vivrò, sì vivrò
tutto il giorno per vederti andar via
fra i ricordi e questa strana pazzia

siamo angeli
che cercano un sorriso
non nascondere il tuo viso
perché ho sete, ho sete ancora

Tu dimmi quando, quando
dove sono le tue mani ed il tuo naso
verso un giorno disperato
ma io ho sete
ho sete ancora

massimo
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Tulipani

aprile 2, 2017

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– Canzoni –

 

Ma splendido fu il tempo
necessario, lento, violento


“Non occorre parlare. Certi silenzi soffiano come il vento”. Qualche volta può bastare il silenzio per raccogliere l’aria di una città che sembra sospendersi, all’improvviso incredula in un pomeriggio che assomiglia all’estate e diventa di colpo triste. Fausto Mesolella ci dice addio “nel tempo in cui si apre un tulipano”. Le ore successive passano scambiandosi ricordi come per distribuirsi il dolore, farne un po’ per uno, momenti che risalgono a pochi giorni prima, un’ultima volta, un episodio, una battuta, pezzi di vita passata, giù giù sino all’infanzia. E poi La Storia, quella della chitarra rubata, che raccontava lui, che adesso raccontano gli altri ed è l’unica che riesce a strappare un sorriso.
“Era all’inizio un piccolo cuore che linfa e destino premeva a fiorire”. A leggerle dopo, le sue canzoni sono piene di cuori che hanno da qualche parte una specie di dolore. Come la musica, che lui prendeva da lontano e portava lontano. Chiunque l’ha sentito suonare lo sa. Invece lui restava. Lo diceva e lo ridiceva. Restava a Caserta, come chi la sceglie ogni giorno. Senza orgoglio, una necessità, una verità basica.

Le radici, parole sue, sono importanti. Le radici, e poi le ramificazioni, le strade, gli angoli, le piazze, le vie dei locali, che adesso sono già un po’ più sue. Poche ore dopo, tanti presi dal bisogno di non perdere quello che ci ha lasciato, quel pezzo di storia così importante per la città. Erano anni picareschi, poveri, pieni di voglia di fare, di esserci, di non farsi spaventare da una città di provincia di cui potevi dire solo: qui non c’è niente. Anni in cui non c’era veramente niente ma le cose si facevano, c’era il vuoto e lui, insieme ad altri artisti, non si faceva immobilizzare, si dava da fare per riempirlo.

Anche a questo servono i ricordi di un uomo dal sorriso sghembo e gentile: a indicare un percorso, lui avrebbe fatto appena un cenno con la sua smisurata modestia. Una targa, un auditorium di una scuola, il nome di una via, di una piazza. Non ci avrebbe creduto. Sono così importanti i ricordi in una comunità. Diventano testimonianza,coesione, forza (soprattutto quando si tengono lontani dalle celebrazioni e dalla retorica).

“Ma splendido fu il tempo
Necessario, lento, violento
Per me forse l’ultimo,
per te il primo
Il primo del tuo nuovo giardino”.
Sono le parole di Tulipani, resta la sua musica, le note nell’aria, nelle nostre case, in una terra che stava provando a suonare sino a farla fiorire.

Marilena Lucente

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ph Alfredo Buonanno

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Suonerò fino a farti fiorire

marzo 31, 2017

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– Canzoni –

 

fausto1Non occorre parlare
Certi silenzi soffiano come il vento
Foglia d’amore vola lontano
Nel tempo in cui si apre un tulipano
Foglia d’amore vola lontano
Nel tempo in cui si apre un tulipano

Era all’inizio un piccolo cuore
Che linfa e destino premeva a fiorire
Spalancò i petali e fu bocca e cratere
Fuggirono parole, baci ed ore
Spalancò i petali e fu bocca e cratere
Fuggirono parole, baci ed ore

Ma splendido fu il tempo
Necessario, lento, violento
Per me forse l’ultimo, per te il primo
Il primo del tuo nuovo giardino
Per me forse l’ultimo, per te il primo
Il primo del tuo nuovo giardino

F. Mesolella, Tulipani

fausto2Nota di Marilena Lucente:Ho fatto questo sogno che mi ha fatto svegliare tutta ammaccata. Un silenzio incredibile in via della Ratta, un silenzio fermissimo, nel tepore di un pomeriggio di primavera che assomiglia all’estate. In via della Ratta non c’è nessuno solo la luce del sole sui muri e sulla strada che è tutta rotta e pericolante. la luce diventa ombra, abisso nel cantiere che sta di fronte i vecchi palazzi, la madoninna, i gatti. Stanno scavando fondamenta profondissime. Davanti alla cappellina di San Francesco hanno messo tre piantine di fiori di plastica – nella realtà e anche nel sogno – e dalle fessure dalle porta, dentro la statua tra la polvere, i rami dell’albero di fico, altre lame di luce. Quasi tagliano la strada e chi ci passa. Sempre questo silenzio che sembra infinito. Suonerò fino a farti fiorire. Lo penso io mentre guardo le piantine di plastica e i cespugli di capperi sulla facciata della chiesa. Alle spalle la luce di una strada in discesa, il vuoto del cantiere. e l’ombra che sale da laggiù. So che Fausto Mesolella era nato lì, in questa strada che faccio quasi tutti i giorni. non ho mai saputo dove esattamente. Non c’è mai troppo rumore in quel vicoletto, c’è la confusione lieve che fa la vita che non vuole mai tacere. Oggi sarà un giorno di parole, ma anche con il silenzio di quando va via chi aveva molto da dire, da cantare, da suonare. un silenzio che si infilerà dovunque, all’improvviso. Come fanno i gatti in quel vicolo e in tutti gli angoli del mondo. Suonerò fino a farti fiorire. Ha lasciato alla città di Caserta questo sussurro breve, gentile e timido come era lui.
fausto4

Manifestazione dell’ITIS “Francesco Giordani” presso la Provincia di Caserta con la partecipazione di Fausto Mesolella e Pasquale De Marco

Da Cantostefano. Fausto Mesolella canta Stefano Benni


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e intanto votta ‘ncuorpo pecche’ nun se po’ fa’

marzo 21, 2017

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– Canzoni –

 

tre juorne ca cammino
senza pute’ parla’
e intanto votta ‘ncuorpo
pecche’ nun se po’ fa’
e curre curre forte
e’ nun te fa’ piglia’
e a nuje ce resta ‘o tuorto
‘e chesta libberta’

P. Daniele, Annarè

Nota di Marilena Lucente: che poi tra tutte quelle di pino daniele – questa canzone è bellissima – è quella che si fa meno cantare. bisogna solo ascoltarla, fare musica dentro, sino a quando le parole trovano il loro posto. Primo giorno primavera. Tutto da ascoltare

primavera

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Che te ne ‘mporta ‘e me

marzo 15, 2017

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– Canzoni –

 

Biato a chi s’addorme e crede ancora ‘e suonne

Pino Daniele – Acqua ‘e rose

acquaChe te ne ‘mporta ‘e me
‘E chello ca nun faccio
Che te ne ‘mporta ‘e me, ‘e chesta faccia
Che te ne ‘mporta ‘e ‘llati
‘E chi nun ha maje dato
‘E chi nun fa maje niente pe’ nienteAmica mia nun è chiù cosa, nun è chiù cosa
è tutto all’acqua ‘e rose
è tutto all’acqua ‘e rose

Che me ne ‘mporta ‘e te
Si staje vestuta o annure
‘O ssaje me ‘mporta ‘e te sulo quanno giuro
Biato a chi s’addorme e crede ancora ‘e suonne
pecché ‘e suonne fanno parte d’a gente

Amica mia nun è chiù cosa, nun è chiù cosa
è tutto all’acqua ‘e rose
è tutto all’acqua ‘e rose

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Scegliersi che in fondo è un po’ anche riconoscersi

marzo 12, 2017

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– Canzoni –

 

Scegliersi
che in fondo è un po’ anche riconoscersi
tutti quei no ma sarai mia
è una mia fantasia
che poi mi fa da spia
e porta un poco a sporgersi
però riuscire pure a reggersi
tutti quei no che sono sì
la solita mania
di far casa mia
negli occhi dove perdermi

F. Bentivoglio, M. Tronco, G. Servillo, Prima di te

Nota di Marilena Lucente: è la fantasia che racconta sempre – a noi – qualcosa di noi.
La fantasia, che ci sposta, ci posiziona verso lo slancio, ci chiede di andare un po’ più in là. proprio per non allontanarci troppo, da ciò che veramente vogliamo.
Questo testo va ascoltato nella versione struggente di Peppe Servillo nel cd L’amico di Cordova

scegliersi
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Donne piccole come stelle

marzo 8, 2017

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– Canzoni –

 

serenaDonne piccole come stelle
c’è qualcuno le vuole belle
donna solo per qualche giorno
poi ti trattano come un porno.

Donne piccole e violentate
molte quelle delle borgate
ma quegli uomini sono duri
quelli godono come muli.

Donna come l’acqua di mare
chi si bagna vuole anche il sole
chi la vuole per una notte
c’è chi invece la prende a botte.

Donna come un mazzo di fiori
quando è sola ti fanno fuori
donna cosa succederà
quando a casa non tornerà.

Donna fatti saltare addosso
in quella strada nessuno passa
donna fatti legare al palo
e le tue mani ti fanno male.

Donna che non sente dolore
quando il freddo gli arriva al cuore
quello ormai non ha più tempo
e se n’è andato soffiando il vento.

Donna come l’acqua di mare
chi si bagna vuole anche il sole
chi la vuole per una notte
c’è chi invece la prende a botte.

Donna come un mazzo di fiori
quando è sola ti fanno fuori
donna cosa succederà
quando a casa non tornerà

Link al blog di Serena Rossi

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La scia di un’elica

marzo 1, 2017

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– Canzoni –

 

carusoè una catena ormai
che scioglie il sangue
dint’e vene sai

Ti volti e vedi la tua vita come la scia di un’elica

Lucio Dalla – Caruso

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Per tutte le volte che le canzoni ci portano lontano, lontanissimo

marzo 1, 2017

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– Canzoni –

 

e se è una femmina si chiamerà Futura.
Il suo nome detto questa notte
mette già paura
sarà diversa bella come una stella
sarai tu in miniatura

ma non fermarti voglio ancora baciarti
chiudi i tuoi occhi non voltarti indietro
qui tutto il mondo sembra fatto di vetro
e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio.

L. Dalla, Futura

Nota di Marilena Lucente: saranno mattine, per tutto il mese di marzo, dedicate alle poesie e alle parole delle donne, ci saranno testi in cui prendono la parola, altri in cui sono raccontate. Però oggi mi andava di incominciare con lui, con Lucio Dalla. “nel silenzio, tra le nuvole, più su”, da quel primo marzo 2012. Per tutte le volte che mi/ci ha fatto arrivare sulla luna e cantare “ma non è bella come te questa lunaaaaa. è una sottana americana. allora su….” per tutte le volte che le canzoni ci portano lontano, lontanissimo.

lucio1
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Volare

febbraio 27, 2017

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– Canzoni –

 

volare… mi dipingevo le mani
E la faccia di blu,
Poi d’improvviso venivo
Dal vento rapito,
E incominciavo a volare
Nel cielo infinito  …

D. Modugno

Nota di Marilena Lucente: … perché i bambini sono ali, e hanno occhi in cui puoi sognarci dentro. Volare oh oh

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